Il The Guardian contro TripAdvisor «Ha messo in ginocchio la ristorazione»
Da recensioni di luoghi ormai chiusi a tentativi di corruzione, da top list di locali per nulla veritiere a campagne che tentano di mettere un freno, TripAdvisor è un sistema che neutralizza l'attività dei ristoratori.
Recensioni false, ristoranti declassati senza diritto di replica, locali discutibili nelle top 10 di svariate città; così TripAdvisor è riuscito a stravolgere il sistema della ristorazione. Lo ha dichiarato, riportando la sua esperienza personale, la giornalista Marina O'Loughlin, che percorrendo in lungo e in largo il mondo, ha toccato con mano i problemi di fondo del Gufo e i disagi che da essi derivano, a cominciare dalle recensioni tarocche, fino a veri e propri ricatti mossi dai clienti ai ristoranti. In un articolo pubblicato sul quotidiano inglese The Guardian - che riportiamo di seguito tradotto in italiano - Marina O'Loughlin fa un'analisi di questo sistema corrotto e malfunzionante, contro il quale anche Italia a Tavola sta lottando da anni.

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Fu in una piccola cittadina di mare in Croazia che la mia antipatia per TripAdvisor si trasformò in disgusto. La lista dei migliori locali sul sito non comprendeva nemmeno una delle baracche ad hoc che, giù lungo la spiaggia, vendevano il pesce più fresco grigliato su legno (qui il mio naso mi avrebbe portato), ma decidemmo comune di seguirne i consigli. Mai prima né dopo mi capitò di mangiare in un ristorante dove i padroni di casa “pescassero” il pasto da un vasto congelatore orizzontale in piena vista. «Ricordatevi di scrivere di noi su TripAdvisor», ci dissero non appena finimmo di pagare dolorosamente il nostro conto, dandoci un liquore gratuito che sapeva di Cif e cinismo.
Nonostante il fatto che praticamente ogni settimana ci porta una nuova storia su quanto sia inutile TripAdvisor, come esso dia la possibilità di esprimersi anche a clienti che sono corrotti, avidi e menzogneri, il sito avanza come un predone, vomitando un volume sempre crescente di contenuti gratuiti, così come ne ha forniti fin dal suo concepimento nel 2000 [...].
Indipendentemente dal fatto che è pieno di falsi e idioti, un numero enorme di persone nonostante tutto ragionevoli continuano a dare credito al parere aggregato di, nella migliore delle ipotesi, stranieri non qualificati. Un’inchiesta del 2015 effettuata dal Competitions & markets authority, sostenuta dal governo, ha accertato che i consumatori britannici spendono più di 23 miliardi di sterline nell’anno successivo alla lettura delle recensioni. «Solo una piccola percentuale degli intervistati sentiva che fosse “poco probabile” o “per niente probabile” che le recensioni fossero state scritte da clienti veri e propri», concludeva il rapporto.
Personalmente non odio TripAdvisor a causa delle sue tattiche da bullo o della rapacità a cui viene associato. Non lo odio perché consente recensioni e biglietti per attrazioni crudeli nei confronti degli animali, o per il suo clima di abilitazione al diritto di ricatto. Lo odio perché è merda. Mentre scrivo questo articolo, [...] in cima alla lista di Londra c’è un complesso di lusso descritto dai miei colleghi critici informati come “solcando stoppie e schiuma” e “una bella cena se fosse il 1999”, seguito da un ristorante nella media dall’aspetto francese a Battersea, che come nome ha una parola macedonia davvero idiota. Nessuno di questi, nella mia più sincera e (sì, scusate) esperta opinione, merita di far anche solo attraversare una strada per raggiungerlo, figuriamoci attraversare addirittura una città. Se non altro fa sorridere sapere che un Irish coffee in Greenwich è più alto in classifica del Ristorante di Gordon Ramsay.
Odio la pressione implicita: quella sulle piccole imprese affinché si iscrivano e ne paghino il prezzo, affinché mettano pulsanti sui siti e adesivi sulle porte, [odio] il fatto che anche l’utente disattento venga angariato affinché scarichi la misera sanguinosa applicazione. Odio TripAdvisor perché la lista dei locali top in una città italiana era assolutamente fittizia. Perché dà riconoscimenti ad alberghi come quello tunisino chiuso mesi prima, dopo che 38 turisti sono stati uccisi. Perché c’è un intero settore dedicato a sfornare false e vacue recensioni.
Come il giornalista di viaggi americano Heather Stimmler Hall ha notato, una volta con orgoglio Tripadvisor stesso si presentò come il “portale di viaggi più grande del mondo”. Questo marchio fu intoccato nel 2013, forse aveva qualcosa a che fare con l’ondata di azioni legali e con una sentenza stabilita dalla British Advertising Standards Authority secondo la quale il sito non poteva «assicurare o sottintendere che tutte le recensioni che apparissero sul portare provenissero da veri visitatori, o che fossero onesti, reali e attendibili». Lo sfortunato corollario di questa situazione è che TripAdvisor non può essere ora ritenuto responsabile per ciò che esso stesso descrive come “un paio di false recensioni” [...].
Qualche settimana fa, un recensore chiamato Madeupreviews ha presentato una recensione su un cucchiaio unto riportata su Reading, che cominciava con: «Ho sentito parlare di questo ristorante raffinato da un addetto alla sezione verdura di Liddle, gentile abbastanza da permettermi di flagellare me stesso con una zucchina una volta al mese». Mentre sto scrivendo, la recensione è ancora lì. Ci è voluto un po’ per i piani alti affinché capissero che le molte recensioni del Grand Budapest Hotel potrebbero risultare problematiche per viaggiatori pieni di speranza […]. O recensioni di una casa di accoglienza per richiedenti asilo in Cardiff: «Se si viaggia lontano, magari nel retro di un camion, o su una barca per tutto il Mediterraneo, allora questo è un posto incantevole».

Gary Usher, chef patron dei ristoranti Sticky Walnut a Chester e Burnt Truffle nel Wirral, si è espresso sui social media riguardo la propria personale avversione al sito, di cui ha voluto testare egli stesso il sistema: «La scorsa settimana ho scritto una recensione parodia [...] per evidenziare che la loro presunta prevenzione delle frodi non è adatta allo scopo. Ho volutamente incluso TripAdvisor nei miei molti tweets, dicendo loro quello che stavo facendo. Mentre la mia recensione era in sospeso, mi sono stati assegnati 200 punti e un distintivo». Tom Hetherington, ceo del Manchester Northern Restaurant & Bar, è d’accordo: «Purtroppo, la classifica dei primi dieci ristoranti di Mancherster prova che non è stato raggiunto lo scopo. La lista sa di essere guidata da recensioni presentate con una varietà di discutibili forse discutibili, e non vedo come potrebbero aiutare un nuovo arrivato per vivere appieno la città».
Il mio collega di Observer Jay Rayner ha prestato la sua voce alla campagna #noreceiptnoreviwe (niente ricevuta, niente recensione), progettata per aiutare a contrastare la proliferazione di false recensioni; gli utenti sono invitati a non inviare messaggi senza una ricevuta digitalizzata - per dimostrare che erano lì e hanno pagato. «Sappiamo tutti che TripAdvisor è una cassa di risonanza per il suono degli assi di rettifica - mi dice Rayner - così da non assolvere nemmeno la funzione di sito per informazioni di base». Ero abituato a consultarlo per avere una lista di possibili ristoranti in una città che non conoscevo bene, senza prestare attenzione alle recensioni. Per la città di Exeter, la top 30 di TripAdvisor includeva la filiale di McDonald’s sulla tangenziale. Exeter merita di meglio. Se non funziona nemmeno come fonte di informazioni di base, qual è il senso?
L’iniziativa #noreceiptnoreview è stata lanciata sottocopertura dall’ispettore di cibo britannico “Tom” (@EaterWriter su Twitter) nell’ambito di una ricerca di maggiore trasparenza. (E sì, vedo davvero l’ironia nel suo anonimato. Ma tale è l’inarrestabile qualità di TripAdvisor per coloro che lavorano nell’industria dell’ospitalità). «Mi sentivo malissimo per gli imprenditori che di fronte a recensioni fittizie erano capaci di reagire. Nascondendosi dietro la tutela giuridica di essere un mero comunicatore delle opinioni di altri, contrariamente di non averne alcuna di personale, TripAdvisor è un muro di mattoni per i proprietari che non hanno mai chiesto di essere elencati, ma che ormai non possono essere “de-elencati”. Essi dovrebbero avere il diritto di sapere che ogni cosa scritta su di loro derivi da un reale, comprovato soggiorno o pasto». Come ha reagito TripAdvisor? «La risposta del gufo si è focalizzata su quanto possa essere difficile, per esempio, per un tavolo di quattro persone postare quattro recensioni con una sola ricevuta».
Tom pensa che TripAdvisor sarà danneggiato dalla campagna, ma che comunque esso non possa o non voglia fare nulla a riguardo: «La loro condizione di mercato, la loro posizione “non abbiamo bisogno di voi” rispetto ai proprietari, sta creando un’avversione forte che si sta diffondendo nella più ampia comunita dell’andare-al-ristorante e nella stampa tradizionale. Il gufo sta diventando un cartello per fake, comicità e sfiducia, piuttosto che un’autorità». Le persone le cui vite e imprese sono state danneggiate dal disinvolto approccio del sito alla “verità dei fatti” hanno preso la situazione nelle loro mani, con siti come TripAdvisor-destroys.com, chiedendo la veritifca utente e gli account Twitter @TripAdvisorSham e @TripAdWarning, costantemente aggiornati con nuove prove di imbrogli.
Ho parlato con “David”, l’uomo che sta dietro a @TripAdvisorSham. Mi ha detto: «La maggior parte del vitriolo che sento riguarda l’impossibilità di far togliere i fake, le “recensioni” scritte da concorrenti o da un ex-personale scontento. Sono stato coinvolto anche io in tutto questo». Cosa dire a riguardo del tanto declamato impegno di TripAdvisor nel rimuovere queste recensioni? [...]. «Loro sostengono di avere sistemi personali avanzati per individuare falsi, ma come può davvero questo funzionare? Non forniranno le tecniche perché potremmo fregarli. Molto conveniente. E i falsi influenzano le classifiche. Il sistema di classificazione è una presa in giro».
Poi c’è il ricatto: imprese indipendenti minacciate dagli utenti che, evitandogli una recensione negativa, avrebbero dovuto ricevere sconti o pasti gratuiti. I piccoli ristoranti che vivono grazie a un paio di tavoli la settimana sono stancamente rassegnati ad esso: non possono permettersi casi giudiziari quando il sito si dimostra sordo alle loro suppliche. TripAdvisor descrive il ricatto come una “preoccupazione occasionale” e incoraggia i ristoranti a segnalarlo prima che qualsiasi cosa venga postata. Tuttavia, come dice David: «La loro modalità di segnalazione di ricatto è inutile. Essa si basa sul fatto che noi conosciamo i nomi dei nostri ricattatori, e si aspetta che loro postino recensioni sotto lo stesso nome. È ridicolo». Gary Usher [...]: «La cosa che odio di più - ha detto - è vedere il personale essere insultato e i loro nomi messi in cattiva luce online. Essi non hanno alcun diritto di replica. Ho anche scoperto che i recensori che hanno menzionato la squadra in questo modo sono stati i più rudi degli ospiti». Beh, divertente.
[...] Questo clamore di internet non ci sta trasportando verso un’utopia democratica, ma piuttosto verso qualcosa che assomiglia al film Idiocracy, nel quale un uomo di sveglia dopo 500 anni in un mondo, beh, di idioti. Non sono contro l’idea di una fonte di saggezza impregiudicata, basata sui fatti e derivata dalle opinioni della popolazione tutta, indistintamente. Ma TripAdvisor non è così. Con gemme come: “I recoment the Lasagne, and the great Fist and Chips” (letteralmente, raccomando le lasagne e il buon Pugno e patatine) o uomini che ci dicono cosa la loro dolce moglie è in grado di fare… semplicemente tutti non sono critici.
Ma è buono per gli hotel, si potrebbe dire. Beh, fino ad un certo punto: è buono per gli hotel che non sono crollati di fronte ai tentativi di estorsione dei clienti, non tanto per quelli indipendenti più piccoli, che preferirebbero non sborsare. Non sono interessata all’idea per la quale se tu spendi abbastanza tempo su TripAdvidor, allora sarai capace di distinguere le voci sane e sensibili da quelle degli sciocchi e dalle persone che hanno covato un reclamo dopo essersi inavvertitamente scopate lo chef.
Viaggiando ora, io davvero passo in rassegna internet, trovando food writers e esperti locali su Instagram e Twitter, beneficiando sempre dei loro generosi consigli. E in assenza di voci di fiducia, farei quello che faccio di solito: seguire il mio fiuto. A differenza di TripAdvisor, esso raramente mi lascia cadere in errore. Chi lo sa, potrei rinominarlo “il miglior naso del mondo”, caricarlo online, poi sdraiarmi e intanto contare i soldi guadagnati.
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Fu in una piccola cittadina di mare in Croazia che la mia antipatia per TripAdvisor si trasformò in disgusto. La lista dei migliori locali sul sito non comprendeva nemmeno una delle baracche ad hoc che, giù lungo la spiaggia, vendevano il pesce più fresco grigliato su legno (qui il mio naso mi avrebbe portato), ma decidemmo comune di seguirne i consigli. Mai prima né dopo mi capitò di mangiare in un ristorante dove i padroni di casa “pescassero” il pasto da un vasto congelatore orizzontale in piena vista. «Ricordatevi di scrivere di noi su TripAdvisor», ci dissero non appena finimmo di pagare dolorosamente il nostro conto, dandoci un liquore gratuito che sapeva di Cif e cinismo.
Nonostante il fatto che praticamente ogni settimana ci porta una nuova storia su quanto sia inutile TripAdvisor, come esso dia la possibilità di esprimersi anche a clienti che sono corrotti, avidi e menzogneri, il sito avanza come un predone, vomitando un volume sempre crescente di contenuti gratuiti, così come ne ha forniti fin dal suo concepimento nel 2000 [...].
Indipendentemente dal fatto che è pieno di falsi e idioti, un numero enorme di persone nonostante tutto ragionevoli continuano a dare credito al parere aggregato di, nella migliore delle ipotesi, stranieri non qualificati. Un’inchiesta del 2015 effettuata dal Competitions & markets authority, sostenuta dal governo, ha accertato che i consumatori britannici spendono più di 23 miliardi di sterline nell’anno successivo alla lettura delle recensioni. «Solo una piccola percentuale degli intervistati sentiva che fosse “poco probabile” o “per niente probabile” che le recensioni fossero state scritte da clienti veri e propri», concludeva il rapporto.
Personalmente non odio TripAdvisor a causa delle sue tattiche da bullo o della rapacità a cui viene associato. Non lo odio perché consente recensioni e biglietti per attrazioni crudeli nei confronti degli animali, o per il suo clima di abilitazione al diritto di ricatto. Lo odio perché è merda. Mentre scrivo questo articolo, [...] in cima alla lista di Londra c’è un complesso di lusso descritto dai miei colleghi critici informati come “solcando stoppie e schiuma” e “una bella cena se fosse il 1999”, seguito da un ristorante nella media dall’aspetto francese a Battersea, che come nome ha una parola macedonia davvero idiota. Nessuno di questi, nella mia più sincera e (sì, scusate) esperta opinione, merita di far anche solo attraversare una strada per raggiungerlo, figuriamoci attraversare addirittura una città. Se non altro fa sorridere sapere che un Irish coffee in Greenwich è più alto in classifica del Ristorante di Gordon Ramsay.
Odio la pressione implicita: quella sulle piccole imprese affinché si iscrivano e ne paghino il prezzo, affinché mettano pulsanti sui siti e adesivi sulle porte, [odio] il fatto che anche l’utente disattento venga angariato affinché scarichi la misera sanguinosa applicazione. Odio TripAdvisor perché la lista dei locali top in una città italiana era assolutamente fittizia. Perché dà riconoscimenti ad alberghi come quello tunisino chiuso mesi prima, dopo che 38 turisti sono stati uccisi. Perché c’è un intero settore dedicato a sfornare false e vacue recensioni.
Come il giornalista di viaggi americano Heather Stimmler Hall ha notato, una volta con orgoglio Tripadvisor stesso si presentò come il “portale di viaggi più grande del mondo”. Questo marchio fu intoccato nel 2013, forse aveva qualcosa a che fare con l’ondata di azioni legali e con una sentenza stabilita dalla British Advertising Standards Authority secondo la quale il sito non poteva «assicurare o sottintendere che tutte le recensioni che apparissero sul portare provenissero da veri visitatori, o che fossero onesti, reali e attendibili». Lo sfortunato corollario di questa situazione è che TripAdvisor non può essere ora ritenuto responsabile per ciò che esso stesso descrive come “un paio di false recensioni” [...].
Qualche settimana fa, un recensore chiamato Madeupreviews ha presentato una recensione su un cucchiaio unto riportata su Reading, che cominciava con: «Ho sentito parlare di questo ristorante raffinato da un addetto alla sezione verdura di Liddle, gentile abbastanza da permettermi di flagellare me stesso con una zucchina una volta al mese». Mentre sto scrivendo, la recensione è ancora lì. Ci è voluto un po’ per i piani alti affinché capissero che le molte recensioni del Grand Budapest Hotel potrebbero risultare problematiche per viaggiatori pieni di speranza […]. O recensioni di una casa di accoglienza per richiedenti asilo in Cardiff: «Se si viaggia lontano, magari nel retro di un camion, o su una barca per tutto il Mediterraneo, allora questo è un posto incantevole».

Gary Usher, chef patron dei ristoranti Sticky Walnut a Chester e Burnt Truffle nel Wirral, si è espresso sui social media riguardo la propria personale avversione al sito, di cui ha voluto testare egli stesso il sistema: «La scorsa settimana ho scritto una recensione parodia [...] per evidenziare che la loro presunta prevenzione delle frodi non è adatta allo scopo. Ho volutamente incluso TripAdvisor nei miei molti tweets, dicendo loro quello che stavo facendo. Mentre la mia recensione era in sospeso, mi sono stati assegnati 200 punti e un distintivo». Tom Hetherington, ceo del Manchester Northern Restaurant & Bar, è d’accordo: «Purtroppo, la classifica dei primi dieci ristoranti di Mancherster prova che non è stato raggiunto lo scopo. La lista sa di essere guidata da recensioni presentate con una varietà di discutibili forse discutibili, e non vedo come potrebbero aiutare un nuovo arrivato per vivere appieno la città».
Il mio collega di Observer Jay Rayner ha prestato la sua voce alla campagna #noreceiptnoreviwe (niente ricevuta, niente recensione), progettata per aiutare a contrastare la proliferazione di false recensioni; gli utenti sono invitati a non inviare messaggi senza una ricevuta digitalizzata - per dimostrare che erano lì e hanno pagato. «Sappiamo tutti che TripAdvisor è una cassa di risonanza per il suono degli assi di rettifica - mi dice Rayner - così da non assolvere nemmeno la funzione di sito per informazioni di base». Ero abituato a consultarlo per avere una lista di possibili ristoranti in una città che non conoscevo bene, senza prestare attenzione alle recensioni. Per la città di Exeter, la top 30 di TripAdvisor includeva la filiale di McDonald’s sulla tangenziale. Exeter merita di meglio. Se non funziona nemmeno come fonte di informazioni di base, qual è il senso?
L’iniziativa #noreceiptnoreview è stata lanciata sottocopertura dall’ispettore di cibo britannico “Tom” (@EaterWriter su Twitter) nell’ambito di una ricerca di maggiore trasparenza. (E sì, vedo davvero l’ironia nel suo anonimato. Ma tale è l’inarrestabile qualità di TripAdvisor per coloro che lavorano nell’industria dell’ospitalità). «Mi sentivo malissimo per gli imprenditori che di fronte a recensioni fittizie erano capaci di reagire. Nascondendosi dietro la tutela giuridica di essere un mero comunicatore delle opinioni di altri, contrariamente di non averne alcuna di personale, TripAdvisor è un muro di mattoni per i proprietari che non hanno mai chiesto di essere elencati, ma che ormai non possono essere “de-elencati”. Essi dovrebbero avere il diritto di sapere che ogni cosa scritta su di loro derivi da un reale, comprovato soggiorno o pasto». Come ha reagito TripAdvisor? «La risposta del gufo si è focalizzata su quanto possa essere difficile, per esempio, per un tavolo di quattro persone postare quattro recensioni con una sola ricevuta».
Tom pensa che TripAdvisor sarà danneggiato dalla campagna, ma che comunque esso non possa o non voglia fare nulla a riguardo: «La loro condizione di mercato, la loro posizione “non abbiamo bisogno di voi” rispetto ai proprietari, sta creando un’avversione forte che si sta diffondendo nella più ampia comunita dell’andare-al-ristorante e nella stampa tradizionale. Il gufo sta diventando un cartello per fake, comicità e sfiducia, piuttosto che un’autorità». Le persone le cui vite e imprese sono state danneggiate dal disinvolto approccio del sito alla “verità dei fatti” hanno preso la situazione nelle loro mani, con siti come TripAdvisor-destroys.com, chiedendo la veritifca utente e gli account Twitter @TripAdvisorSham e @TripAdWarning, costantemente aggiornati con nuove prove di imbrogli.
Ho parlato con “David”, l’uomo che sta dietro a @TripAdvisorSham. Mi ha detto: «La maggior parte del vitriolo che sento riguarda l’impossibilità di far togliere i fake, le “recensioni” scritte da concorrenti o da un ex-personale scontento. Sono stato coinvolto anche io in tutto questo». Cosa dire a riguardo del tanto declamato impegno di TripAdvisor nel rimuovere queste recensioni? [...]. «Loro sostengono di avere sistemi personali avanzati per individuare falsi, ma come può davvero questo funzionare? Non forniranno le tecniche perché potremmo fregarli. Molto conveniente. E i falsi influenzano le classifiche. Il sistema di classificazione è una presa in giro».
Poi c’è il ricatto: imprese indipendenti minacciate dagli utenti che, evitandogli una recensione negativa, avrebbero dovuto ricevere sconti o pasti gratuiti. I piccoli ristoranti che vivono grazie a un paio di tavoli la settimana sono stancamente rassegnati ad esso: non possono permettersi casi giudiziari quando il sito si dimostra sordo alle loro suppliche. TripAdvisor descrive il ricatto come una “preoccupazione occasionale” e incoraggia i ristoranti a segnalarlo prima che qualsiasi cosa venga postata. Tuttavia, come dice David: «La loro modalità di segnalazione di ricatto è inutile. Essa si basa sul fatto che noi conosciamo i nomi dei nostri ricattatori, e si aspetta che loro postino recensioni sotto lo stesso nome. È ridicolo». Gary Usher [...]: «La cosa che odio di più - ha detto - è vedere il personale essere insultato e i loro nomi messi in cattiva luce online. Essi non hanno alcun diritto di replica. Ho anche scoperto che i recensori che hanno menzionato la squadra in questo modo sono stati i più rudi degli ospiti». Beh, divertente.
[...] Questo clamore di internet non ci sta trasportando verso un’utopia democratica, ma piuttosto verso qualcosa che assomiglia al film Idiocracy, nel quale un uomo di sveglia dopo 500 anni in un mondo, beh, di idioti. Non sono contro l’idea di una fonte di saggezza impregiudicata, basata sui fatti e derivata dalle opinioni della popolazione tutta, indistintamente. Ma TripAdvisor non è così. Con gemme come: “I recoment the Lasagne, and the great Fist and Chips” (letteralmente, raccomando le lasagne e il buon Pugno e patatine) o uomini che ci dicono cosa la loro dolce moglie è in grado di fare… semplicemente tutti non sono critici.
Ma è buono per gli hotel, si potrebbe dire. Beh, fino ad un certo punto: è buono per gli hotel che non sono crollati di fronte ai tentativi di estorsione dei clienti, non tanto per quelli indipendenti più piccoli, che preferirebbero non sborsare. Non sono interessata all’idea per la quale se tu spendi abbastanza tempo su TripAdvidor, allora sarai capace di distinguere le voci sane e sensibili da quelle degli sciocchi e dalle persone che hanno covato un reclamo dopo essersi inavvertitamente scopate lo chef.
Viaggiando ora, io davvero passo in rassegna internet, trovando food writers e esperti locali su Instagram e Twitter, beneficiando sempre dei loro generosi consigli. E in assenza di voci di fiducia, farei quello che faccio di solito: seguire il mio fiuto. A differenza di TripAdvisor, esso raramente mi lascia cadere in errore. Chi lo sa, potrei rinominarlo “il miglior naso del mondo”, caricarlo online, poi sdraiarmi e intanto contare i soldi guadagnati.
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I commenti dei lettori
112 commenti su questo articolo
Fabio Rossi
Non c'è solo TripAdvisor
Il problema delle recensioni false non riguarda solo tripadvisor. La mia azienda ha ricevuto una recensione diffamatoria sul sito trustpilot dove si sostiene che noi siamo ladri truffatori e psicopatici. Abbiamo chiesto la rimozione della recensione è ci hanno risposto che non viola le loro linee guida. Cioè le loro linee guida solo al di sopra delle leggi vigenti in Italia. Abbiamo inviato una email mettendoli a conoscenza dei fatti e nonostante ciò non hanno rimosso la recensione. La mia attività sta subendo un ingente danno economico, lavoriamo in tecnologia, noi più di voi subiamo le false recensioni. Ci sono delle sentenze che li condannano, a dimostrazione che non sono autorizzati a diffamare liberandosi delle colpe con il fatto che non hanno scritto loro la recensione.. Servirebbe un ottimo avvocato esperto in materia, unirsi tutti una vera class action numerosa.
fara sato
the fork benedetto o falso benefattore?
Buongiorno mondo della ristorazione scrivo qui con molte perplessità' in merito alla piattaforma the fork. La prima e' aver trovato solo questo articolo in merito ai leciti dubbi che portano determinate scontistiche, la risposta e' alziamo i prezzi ovviamente, nessuno ci regala nulla. Nessun accenno invece agli enormi svantaggi che la famosa piattaforma porta ai ristoratori, molti dei miei conoscenti che possiedono ristoranti sono al limite della pazienza e di fondi, riversi nella più' cupa disperazione. Comincio da qui: The Fork ha un costo a persona di 2 euro per la fascia oraria serale e 1.50 per la fascia diurna. Ripeto a persona. Cio' significa un costo aggiuntivo allo yums e allo sconto. Per un tavolo di 5 pax andrò a pagare 10 euro di commissione a The Fork. Lo Yums viene equivocamente pubblicizzato come un premio fedeltà da parte di The Fork, quando la meta' e' a carico del ristoratore oltre al costo fisso a commensale. The fork voleva applicare una penale quando per un problema allo scarico ho dovuto chiudere il ristorante poco prima dell'apertura serale, pur avendo personalmente contattato IO tutti i clienti, perché' secondo loro avevo interrotto il servizio, arrecando un danno alla piattaforma. Se hai questi costi di gestione tu piattaforma avvisi i clienti, ma lasciamo stare. allucinante che io ti debba pagare una penale, per un problema straordinario, che a me utente ha creato un danno economico, dato che i clienti hanno spostato tutti la prenotazione e la piattaforma non ha avuto perdite. The fork ogni qual volta comincia il festival al 50% e io rifiuto di farlo perché e' un salasso, mi ricorda che se non lo faccio avrò un calo di visibilità' che mi porterà' inevitabilmente a lavorare meno. Risultato? almeno 10 posti garantiti al 50%. Ma passiamo al fatto che trovo veramente più scandaloso di tutti: THE FORK PAY In buona sostanza The Fork mi obbliga a consentire ai clienti di pagare tramite la loro app, con accredito in tre giorni(la mia banca accredita il giorno dopo) e commissioni più' alte rispetto alla mia banca. Se non fai pagare con questa modalità' sei estromesso dalla piattaforma. Evitiamo di parlare delle recensioni, perché sappiamo perfettamente cosa comporta Considerazioni Finali: A questo punto verrebbe da dire ma dopotutto questo perché continui ad usarlo? Partiamo da un punto fondamentale, per una start-up con elevati costi di gestione come la mia e molte altre, The Fork si presenta come un benefattore che ti porta i clienti appena apri la saracinesca, incassi subito, non vai sotto sforzo, probabilmente nemmeno ti rendi conto di quanto realmente ti verra' a costare. Noi ad esempio che paghiamo una cambiale abbastanza alta per l'acquisto del locale ci sono stati mesi nei quali la fattura di The Fork e' stata più alta della cambiale. questo per darvi un idea dei costi. Abbiamo fatto 6 mesi in promozione al 50% poi con un atto di coraggio siamo scesi al 30% c'e' stato un calo, ma comunque positivo meno gente, meno spesa più o meno stesso incasso. Fino a qui tutto più o meno bene. Ma non aver fatto una pubblicità' parallela ci ha danneggiato enormemente. Il vero problema e' che difficilmente riesci a liberartene, farlo dall'oggi al domani significa rimanere senza clienti. La verità e' che sono i clienti che fanno il mercato, The Fork risulta cosi conveniente per il cliente, che diventa un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire, The Fork da dei vantaggi ai clienti enormi, se si pensa anche al dannato THE FORK PAY, che per me e' quasi immorale che io sia obbligata ad accettarlo, perché un cliente dovrebbe rinunciarci? Se lo usi ti accrediteranno punti yums che consentiranno ai clienti di convertirli in soldi virtuali per una cena praticamente gratis. Capite che non c'e' gara? Adesso hanno anche gli influencers che fanno pubblicità' aggiuntiva. Era gia' un grosso problema.. Poi.. PANDEMIA distanziamento tavoli, posti ridotti, scontistiche dal 40% e al 30%. Un calo di lavoro notevole. E THE FORK CO
Francesca Marando
tutto fasullo
Salve, vorrei aderire alla campagna #notripadvisor perché sono davvero stufa di questo sito. Il mio ristorante si trova in un paese costiero dove vi è un'accanita concorrenza tra i ristoratori, spesso sleale: leggo recensioni si trip di clienti che avrebbero visitato questi locali addirittura nei mesi di chiusura, recensioni a 5 stelle palesementefasulle (i commenti reali, invece, sono decisamente diversi!) e ho il sospetto che, oltre a c9mprare le recensioni positive per se, comprino anche quelle negative per gli altri. basta con questa truffa di TripAdvisor!
Maria Raffaella Giannini
Danni morali al mio agriturismo
Salve mi chiamo Raffaella e sono titolare di un agriturismo in Calabtria. Purtroppo sono molto amareggiata perché alcuni clienti hanno fatto delle recensioni che nn corrispondono a verità che mi hanno solo danneggiata. Nn essendo.io l'amministratore nn ho accesso se nn per un commento. Purtroppo per seri problemi di salute da giorno 21 ottobre ho chiuso per i primi 15 giorni e purtroppo dovrò continuare a farlo a fasi alterne. Voglio solo stroncare tutte le bugie che vengono pubblicate e che potrebbero bloccare la ricerca da parte mia di dare in gestione la mia attività.
Mario Marzullo
#NOTRIPADVISOR
Buonasera, sono Mario Marzullo, titolare di una trattoria in provincia di Bergamo. Ho letto questo articolo, anche se un po datato, proprio ora. Io avrei una esperienza analoga con Tripadvisor che mi sta non poco danneggiando. Vorrei capire come posso iniziare una nuova campagna contro questo portale così presuntuoso e scorretto verso i ristoratori. Non si tratta di recensioni false verso i miei confronti, tutt'altro. Basta guardare il mio profilo sul portale e capirete. Attendo un vostro riscontro. Saluti
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Wilma Zanelli
Finalmente leggo parole sagge.... era ora...
Finalmente, qualcuno ha il coraggio di sostenere ciò che noi di Aquolinae Scuola di gusto e cucina con i nostri numerosi servizi a tutto tondo nel settore del food (tra cui attività di ristorante, pasticceria, servizi di consulenza gastronomica, start up ed aggiornamento) ribadiamo da anni. Per un ristoratore, è normale essere giudicato per il suo lavoro, così come è normale per un avvocato esser apprezzato oppure no per il suo operato, tuttavia, permettere ad un sistema così esposto come la piattaforma di TRipadvisor, di pubblicare ferocemente critiche di personaggi sconosciuti, che dietro ad un tablet "criticano" spesso senza competenze e conoscenze in materia, persino scelte o motivazioni aziendali di un ristorante o di una struttura alberghiera, mi pare proprio una follia. Come se ognuno di noi, andasse all'interno di un ufficio di, ipotizziamo agenti immobiliari, e criticasse pubblicamente una scelta o una tal'altra.... Essere in cima alla classica di Tripadvisor non significa nulla in termini di qualità, nè monetari. Spesso le gelaterie superano ristoranti di qualità e nessuno spiega che nella follia del web, è tutto facilmente spiegabile. Perchè le gelaterie sono numericamente più frequentate che un ristorante di livello, perchè il target di persone appartiene più facilmente a coloro che passano il tempo davanti ad un cellulare a scrivere recensioni. Perchè i gourmet non necessariamente sprecano il loro tempo del dopo cena a commentare su Tripadvisor le loro scelte a tavola.. Iniziamo a ragionare, prima che qualche "re dei cretini " inculchi alla massa l' idea che si è intenditori perchè si hanno tante stelle di "contributor" su Tripadvisor. Aggiungo inoltre, per esperienza personale, che il mio ristorante era chiuso definitivamente per trasferimento e noi ricevemmo una recensione da parte di un "cliente" che sosteneva di esser stato al ristorante....
Roberto Grosso
Libertà di non essere presenti su TripAdvisor
https://www.change.org/p/l-amministrazione-del-sito-dovrebbe-garantire-la-libera-facolt%C3%A0-di-esistere-o-meno-sul-loto-portale-libert%C3%A0-di-cancellare-la-propria-attivit%C3%A0-da-tripadvisor .... raccogliamo firme per essere liberi di cancellare la nostra attività da questo strumento che non dà alcuna tutela!
Bruno Cingolani
destinazione Euro
Buona sera, leggo con molto dispiacere tutto l'aricolo pubblicato su tutti questi presunti social-restaurant, io credo che sia giunto il momento di finire tutti questi ridicoli commenti nei confronti di tutta la ristorazione, credo che il punteggio, il voto, il premio agli orti finti, credo che le forchette, i cappelli ecc, mettete quello che volete, sia tutto ridicolo e finto, siamo tutti con dei voti, punteggi, tutti possono aprire ristoranti ed improvvisarsi master-chef, tutti possona avere ristoranti di eccellenza, poi se uno dei nostri addetti vuole aprirsi una sua attivita diversa non può farlo, alloa dopo mesi che il sottoscritto denuncia la volontà di togliersi da trip advisors insistendo più volte, gli arriva una bellissima email che dice: caro sig Chef Cingolani, lei vuole avere sul nostro portale un punteggio superiore, avere recensioni molto positive ecc. io le rispondo alla email dicendo che ero interessato a questa operazione. Mi arriva unaemail che mi espone i vari costi per poter avere recensioni tutte positive, pensano tyutto loro, in questo caso un addetto esterno per farti avere recensioni ottime. Il costo per 20 recensioni sono di Euro 320,00, per 15 recensioni 250,00 circa, e così via. Per cui molte volte ho scritto alla rivista a tavola per ingiustizie di punteggi, ma non hanno mai pubblicato quanto da me richiesto. Se queste sono le recensione, beh, alla larga da tutti questi mangi soldi, il nostro lavoro viene destrutturato come i piatti che si creano oggi
Gianni Bottamedi
Referenti locali Tripadvisor, l'etica lascia molto a desiderare
Buon giorno. Ci tenevo a segnalare questa scorrettezza. Premetto che non sono associato a Tripadvisor. Sono proprietario di alcuni appartamenti in una casa vacanze nello stesso immobile di un altro proprietario concorrente . Questo è associato Tripadvisor con cotanta nti di recensioni. Visitando internet trovo il mio nome in primo piano. Ma entrando nel link, scopro che i dati sono quelli dell'altro proprietario. Infuriato.,ho scritto una e-mail. Ora il mio nome è stato rimosso. Mi piacerebbe sapere chi sono questi referenti locali. Speriamo che non siano infiltrati nelle varie associazioni magari sovvenzionata da denaro pubblico.
Albert Nani
Il vittimismo dei vegani
Tripadvisor dà un certificato di "eccellenza" a questo ristorante (basta verificare). Cosa vuole di più?. I casi sono due: o il ristorante non sa come si usano i nuovi media di informazione, oppure ha trovato un'ottima maniera di farsi della pubblicità sfruttando il "vittimismo" dei vegani (se vuoi mangiare vegano sono affari tuoi, al grande pubblco non interessa proprio). I ogni caso questa responsabile "sputa nel piatto in cui mangia" (scusate la volgarit) ma si adatta bene al caso). Cordialmente
Efisio Bova
Polemica surreale
Sono andato a vedere il vostro profilo su Trip Advisor e avete 4 stelle su 5 (con 141 recensioni ad oggi...numero sufficiente per ritenere il risultato credibile). Un punteggio piu che lusinghiero. Non capisco proprio dove sia il problema. Forse non avete capito come funzionano questi strumenti e vi siete agitati per nulla. Un consiglio: non preoccupatevi per le singole recensioni (anche se e' bene replicare sempre) ma considerate il punteggio complessivo che è quello che conra davvero. Quando vede che ci sono almeno 100 recensioni l'utente di trip advisor guarda il numero di stelle e basta. La petizione (un po neoluddista) va contro il vostro interesse (chi lavora bene come voi ha sempre un buon rating) ed è invece a favore dei mediocri che vivono di sola pubblicità. Giro molto per lavoro e uso spesso trip advisor per scegliere un ristorante: è sempre stato attendibile. Di trip advisor ha paura chi cucina bene ma non l'ha capito (come Ratatouille) e chi cucina male ma l'ha capito benissimo ??
Gian Antonio Costantini
Addio tessera fipe
Ma quale fiducia??? Ma quali soluzioni????? La fipe ha preso una cantonata allucinante. Snoo davvero deluso, onon mi aspettavo questo dal sindacato che dovrebbe fare i nostri interessi. Sono socio da tanti anni, ma l'anno prossimo non mi sogno neanche di rinnovare l'isscrizone . Addio tessera fipe!!!!!!!!
Gemma Dante
FIPE CERCA SOLUZIONI
MA SCUSATE PERCHE' TUTTE QUESE REAZIONI NEGATIVE? LA FIPE A MIO PARERE STA SOLO CERCANDO DI TROVARE DELLE SOLUZIIONI VISTO CHE DELLE LEGGI ANCORA NON CI SONO. STA PROVANDO A FARE CCHIAREZZA E A FORMARE NOI RISTORATORI. DIAMOLE FIDUCIA!!
Emilia Zanchi
Alleanza???????
Non ci posso credere!!!!! Ma come si può allearsi con quei maledetti di Tripadvisro?? Ma stiamo scherzando?! Sono anni che sopportiamo ogni genre di sputtanamento........ siamo ostaggio dei nostri stessi clienti, che sono libreri di scrivere qualsoiasi cavolata senza che nessuno possa fare niente. E vogliamo parlare del fatto chhe non si puo' nemmeno esser tolti da trippadvisor?????? La fipe sta facendo il doppio gioco, dovrebbe proteggerci e invece............
Gaetano Toffoli
Vergogna
Dalla Fipe non mi aspettavo una roba del genere... andare a braccetto con il sito che manda in rovina noi ristoratori. Commenti anonimi, infamie di ogni tipo, e Trip che non controlla e fa finta di niente. Vergogna!!!
SIMONE CICCOTTI
IMMONDIZIA INDIFFERENZIATA
Ennesima riprova che questo sito d'immondizia, TripAdvisor, è un contenitore di Indifferenziata. La nostra struttura per la seconda volta risulta chiusa, ma così non è. E non è la sola; altre attività risultano aperte nel sito TripAdvisor invece sono chiuse da mesi, creando un danno enorme sia ai clienti sia ai lettori di TripAdvisor sia agli esercenti. TripAdvisor non opera nessun tipo di controllo e di verifica, risulta quindi per l'ennesima volta inattendibile. ANTICA TRATTORIA SAN LORENZO PERUGIA... SIAMO APERTI!
Luca Mora
Lorenzo Art. 71... e gia è tutto un dire il numero.
A me non interessano i commenti sancosti da NIKNAME FASULLI, SIANO PUBBLICI, TU SEI DI QUELLA SCQUADRA DI MASCALZONI NASCOSTI DIETRO UNA TASTIERA CHE, non ha avuto uno sconto, o che arriva in ritardo un piatto, o che SBAGLIA lui a leggere il menu e poi si lamenta.... IO NON VOGLIO ESSERE SU UN SITO c he incazza milioni di euro/dollari alle spalle di chi lavora. NOME E COGNOME E CONTATTO..... mettetelo voi grandi recensori, poi, o vi si denuncia o, ci si incontra. Semplice no? Tu lavori per loro, si nota da quel che scrivi. Demente. IL NIO LOCALE L'HO VENDUTO AL PRIMO LUGLIO DEL 2015, fanno ancora recensioni, vedi te. dementeplus. Luca MORA... UN CUOCO E RISTORATORE. Ps, vedi, io non mi nascondo. uomo 71. cabala napoletana.
Erminio toraldo
che dire
Bhe uno la fama se la fa per ciò che É........... EVIDENTEMENTE
Matteo Solfrizzi
Novità su Tripadvisor
Guardate un pò qui che roba!! http://www.corsarinviaggio.com/tripadvisor-fra-menzogna.../
Fabio Alabiso
Mafiosi
Per quanto ancora dobbiamo sopportare tutto ciò? BASTA
felix one
la vera truffa di tripadvisor
quando fai una recensione , e segnali un locale pessimo il locale risponde e tu devi stare a leggere, non puoi più rispondere, nemmmeno con altre recensioni, vengono eliminate automaticamente, come se, PER MAGIA, quel locale riesce a toglere dai db di tripadvisor le recensionii negative......
Alla Dolce Vita
....tripadvisor...EXPEDIA
Continuo a leggere proteste, lamentele e rabbia da getsori e proprietari che sono LISTATI allo scopo di DERUBARE e PILOTARE la loro rinomanza, il loro buon nome e la capacità di attirare clienti grazie al fatto di metterci la faccia e spendere il proptio nome....e tutto questo senza che gli organi di controllo e le istitutzioni, NONOSTANTE LE MIGLIAIA DI DENUNCIE, abbiano fatto o stiano facendo qualche cosa....una vergogna che affonda le radici in una LAIDA copertura da parte di politici ed istituzioni che NON stanno proteggendo le famiglie e gli imprenditori....riflettete TUTTI! ....e iniziate a capire chi veramente tiene le fila di questo cancro denominato Tripadvisor....cioè EXPEDIA! Per iniziare a creare massa critica è necessario coinvolgere i rappresentanti di settore e di categoria e se vi risponderanno, come hanno fatto in passato, che TripAdvisor non si può eliminare e che il mercato del terzo millennio è questo , TAGLAITE I RAMI SECCHI E NON SPENDETE DENARO E TEMPO CON QUESTI FALSI RAPPRESENTANTI di chi lavora veramente!
Spagnoli Dario
soluzione
Buona sera Per togliere le recensioni false basta levare la classifica ... Dario Spagnoli Enoteca Forte San Pietro
MASSIMO POMPA
NO TRIP ADVISOR
Scusate, ma una denuncia alla polizia Postale e chiede l'oscuramento el sito non è possibile?
LORELLA SCANDALETTI
SOLO DATECI IL DIRITTO DI NON ESSERCI
Solo dateci la possibilita di rifiutare di essere recensiti o di apparire sul sito T.A. Se i recensenti possono mantenere l'anonimita - e giusto che le aziende Ristoranti etc. possano usufruire dell'opzione del non apparire sul sito. Se TA e stato creato per dare agli utenti il diritto ad esprimersi liberamente. noi Aziende di Ospitalita dovremme avere il diitto di scegliere se essere recensiti o no. Grazie Lorella L. Scandaletti Proprietario di Capriccio Ristorante Kralendijk - Bonaire Dutch Caribbean
Maria Francesca Febo
Lodevole iniziativa ma...
Ritengo che la vostra iniziativa sia lodevole ma del tuttto inutile. Alla fine addirittura controproducente. Mi spiego: da diversi anni mi occupo di pubbliche relazioni per un ristorante di Ferrara. Avendo constatato la malafede e anche la falsità di alcune recensioni, talvolta ho risposto, altre volte sono riuscita a farle togliere direttamente da loro perchè scorrette. Abbiamo apposto all'interno del ristorante un cartello simile a quello che voi proponete, ed altri con le notizie che sono comparse sui giornali riguardanti le malefatte di Tripadvisor. Alcuni recensori li hanno notati, hanno scritto nelle loro recensioni la cosa e, da allora, abbiamo avuto una quantità assolutamente risibile di recensioni positive ed una montagna di recensioni negative. Mi aspetto che qualcuno si faccia vivo per proporci di pagare per toglierle. A qualcuno di voi è successo? Chiaro che non ci piegheremo a pagare nessuno, però intanto il danno è enorme e non c'è nessuna possibilità di uscire da quel portale maledetto. Abbiamo persino cambiato nome al ristorante, ma, non cambiando la partita IVA, non è servito a niente. Se non è l'ASCOM a intervenire, l'unica possibilità sarebbe una class action e sarebbe anche ora che venisse organizzata seriamente!!
douglas di modica
FRODE TRIPADVISOR
Vi scrivo per informarvi che da circa 2 mesi, La società TripAdvisor dopo non aver aderito a delle proposte da parte loro, continuano a cancellare recensioni POSITIVE onde degradare la posizione del mio ristorante. Circa 60 recensioni sono state cancellate, la posizione è stata declassata di 600 posti a seguito da parte mia DI NON aderire alle loro proposte commerciali. OVVIAMENTE ho tutta la documentazione probatoria ! 3339775598 Di Modica Douglas
teresa giacomini
Infine....dimenticavo le mie scelte
Nella mia struttura i recensori non li voglio. L'ho scritto chiaro sul sito, prenotino pure altrove. Per loro a casa mia non c'è posto. Amo la serietà, la schiettezza, una stretta di mano e il guadarsi negli occhi...Chi pensa di sbattere in internet, come fosse vangelo, come grafomani, un suo pensiero positivo o negativo, non è compatibile con la mia etica. Avete ragione, la legge del marketing mi punirà. Pazienza. Non c'è solo il denaro nella vita, ci sono anche la dignità, i princìpi , la privacy ed il rispetto.
teresa giacomini
Pensiero su recensioni e recensori
Ho letto quasi tutti i commenti e sono allibita. Cosa c'è, a monte, nella mente di una persona, che lo spinge a recensire? Qual'è motivo scatenante? Un attimo di "notorietà"? Un momento di sfogo? La rivalsa per qualcosa? La ricompensa per aver ricevuto un buon servizio? Mettere a disposizione un'esperienza? Difficile individuare motivazioni valide e non dite che sono le leggi della rete perchè non è così. Guardatevi dentro, recensori, e capirete l'inutilità totale del vostro gesto. Anzi guardate i danni che fate. Lasciate le recensioni alle persone competenti in materia, non ergetevi a giudici, denunciate ciò che è illegale, rivolgetevi ai suap dei Comuni. Non bisogna essere umorali, ma seri. Davvero lasciate stare fate male ai pubblici esercizi e date modo a markettari di guadagnare.
Alla Dolce Vita
Per Luigi Carnevali ( commento n°80 )
...il suo sembra il manuale scritto da TripAdvisor per esaltare i punti positivi...ma li ha letti tutti i commenti qui presenti? Ha letto di come ci sia un fiorente commercio di recensioni FALSE ( sia positive che negative )? Cosa dice del fatto che TripAdvisor è posseduto e controllato da EXPEDIA!?...Sa cosa è IL "CONFLITTO DI INTERESSI"? ....suvvia, un pò di onestà intellettuale e una giusta valutazione di questa piattaforma che produce PUBBLICITA' INGANNEVOLE E CONCORRENZA SLEALE! Ma lei, visto che è un fautore di TripAdvisor, sarebbe in grado di stimare quante recensioni siano autentiche e quante quelle FALSE!?
… e altri 82 commenti dei lettori.