Vita in hotel

Quando l’ospite parla, l’hotel risponde: il valore dell’ascolto nel servizio
Un racconto che parte dalla vita nei turni e arriva al cuore dell’ospitalità italiana. Tra alberghi, famiglia e servizio quotidiano, emerge una professione fatta di ascolto, attenzione all’ospite e identità condivisa. Un settore che forma “ambasciatori” del Made in Italy e chiede oggi più riconoscimento e dialogo con istituzioni e mondo del lavoro
Appartengo a quella gente che ogni giorno lavora su turni: 7.00-15.30, 15.00-23.30, notti, turni spezzati o a cavallo. Fine settimana e festività incluse. L’ospitalità e la ristorazione sono stati da sempre il mio mondo. Mio nonno era ristoratore, mia nonna guardarobiera. Mio papà era italiano e mia mamma olandese, lavoravano insieme in portineria e ricevimento di un albergo a Sorrento, il Conca Park, dove si sono conosciuti e poi sposati. Ho un fratello che attualmente lavora con me al front office dell’Hilton Sorrento Palace a Sorrento (Na).
Papà lavorava in albergo come lavoratore stagionale del turismo. Non ho memoria di lui d’estate fino a quando ho compiuto 6 anni e lui incominciò a prendersi il mercoledì come giorno di riposo.
L’ascolto dell’ospite come chiave dell’ospitalità contemporanea
Proprio alla luce della mia esperienza, umana e professionale, posso affermare che nel nostro mondo “ascoltare” l’ospite fa la differenza in termini di professionalità e di soddisfazione. Ascoltare per rispondere al meglio alle aspettative e ai desideri di chi ripone in noi la sua fiducia. Cucirgli addosso un servizio su misura. Chi viene in Italia si aspetta eleganza, bellezza, lusso e di vivere l’Italian Style a 360 gradi. Per questo noi, professionisti dell’ospitalità e della ristorazione italiana, veniamo considerati “ambasciatori” del made in Italy a casa ed all’estero.
L’obiettivo attuale di Solidus Turismo/Fiapor (Federazione italiana delle Associazioni dei professionisti dell’ospitalità e della ristorazione) è essere ascoltati! Siamo pronti con le nostre proposte a cercare soluzioni condivise con gli altri attori del mondo dell’ospitalità e della ristorazione: istituzioni, associazioni datoriali, sindacati e tutti coloro che vorranno cercare risposte ai tanti quesiti ancora aperti del nostro comparto.



I commenti dei lettori
1 commento su questo articolo
Alessandro Recupero
Complimenti
Complimenti Mario, un articolo vero, scritto con il cuore di chi questo mestiere lo vive ogni giorno. Hai raccontato perfettamente ciò che spesso dall’esterno non si vede: l’ospitalità non è solo servizio, ma ascolto, sacrificio, presenza e capacità di creare esperienze autentiche per l’ospite. In un momento storico in cui il nostro settore ha bisogno di identità e riconoscimento, parole come le tue danno valore a tutti i professionisti dell’accoglienza. L’ospite oggi non cerca solo una camera o un tavolo, ma attenzione, empatia e relazione. Ed è proprio lì che si misura la vera qualità dell’hospitality italiana.